In sostanza quindi un A.O. può essere visto come una complessa composizione di stadi diamplificazione e circuiti di polarizzazione, il cui effetto finale è quello di ottenere parametri il piùpossibili approssimabili alle caratteristiche ideali elencate nella sez. 2.2.
A titolo di esempio, possiamo valutare l'errore causato da IB in un amplificatore invertente.v Facciamo perciò riferimento al circuito di figura 14:
Supponiamo Vi = 0. Si ottiene: V+ = 0 e anche V- è nulla. Si nota allora che:- IB+ si chiude direttamente a massa;
- IB- scorre solo su Rf perché sulla R non scorre corrente essendo la sua ddp nulla.
Questo accorgimento ha effetto solo se le due correnti sono uguali, ma per la inevitabiledissimmetria dello stadio di ingresso esiste una differenza tra le due correnti di polarizzazione.Questa differenza è detta Corrente di Offset ed è definita come:
Ordinariamente, questa corrente è dell'ordine di 200 nA per i BJT e 10 pA per i FET, e produce un errore pari a: Vu = Rf× IOS. Affinché questo errore sia il minore possibile , è necessario impiegareun valore di Rf non troppo elevato (al max dell’ordine della decina di kOhm). 5.2. Tensione di offset di ingresso
Applicando all'ingresso di un operazionale reale un segnale nullo, all'uscita ci sarà, a differenzadell'operazionale ideale, una tensione diversa da zero, anche adottando gli accorgimenti visti nelprecedente paragrafo.

Ora, l’A.O. ha due ingressi, e ciò rende necessaria la definizione di due tipi di resistenza di ingresso: Resistenza Differenziale (Rd)
Di solito è dell'ordine di qualche MOhm fino ad arrivare a varie migliaia di MOhm se gli ingressi dell’A.O.sono realizzati con tecnologia JFET o MOSFET.L’effetto della resistenza differenziale è un assorbimento (seppur piccolo) di corrente dai terminali di ingresso, quando tra questo è presente una tensione Vd diversa da 0.
L’effetto della resistenza a modo comune è un assorbimento (seppur piccolo) di corrente daiterminali di ingresso, quando tra uno di questi e la massa è presente una tensione diversa da 0. 5.4. Resistenza Di Uscita (Ro)
Nel caso reale, la resistenza di uscita di un A.O. non è nulla (come nel caso ideale), ma ha unvalore significativo che, sotto certe condizioni, può dare luogo indesiderati effetti di carico, con unaconseguente riduzione del guadagno effettivo.
Pur non essendo nulla, la Ro di un comune A.O. è comunque molto bassa: generalmente non supera l’ordine di grandezza della decina di Ohm.Per limitarne gli effetti indesiderati della Ro, è necessario non sovraccaricare mai l’uscitadell’A.O. e quando necessario, fornire i necessari stadi di disaccoppiamento tra uscita e carico.
5.5. CMRR (Rapporto di reiezione a modo comune)
Si definisce Rapporto di Reiezione a Modo Comune CMRR (Common Mode Rejection Ratio) il rapporto tra il guadagno ad anello aperto e il guadagno a modo comune:
dove Ac (guadagno di modo comune) è definito come il guadagno dell'operazionale quando una stessa tensione Vc èapplicata ad entrambi gli ingressi:
Nel caso ideale Ac è nullo per cui il rapporto vale infinito. Nel caso reale invece Ac anche sepiccolo, non è nullo. Ovviamente, affinché il comportamento dell’A.O. sia approssimabile al casoreale, il CMRR deve essere il più elevato possibile.
5.6. Guadagno ad anello aperto e risposta in frequenza
Nel caso reale, il guadagno ad anello aperto AOL di un A.O. non è infinito come nel caso ideale e sopratutto è dipendente dalla frequenza: hail suo valore massimo per f = 0, ma poi decresce rapidamente conl’aumentare della frequenza di lavoro.
A titolo di esempio, la figura 20 mostra che per il noto µA 741 il guadagno ad anello aperto vale circa 200.000 a frequenza zero, perpoi iniziare a scendere subito dopo qualche Hertz.

In genere per ogni operazionale viene dato il parametro GBW (guadagno per larghezza di banda), il quale rappresenta il prodotto tra il guadagno del’amplificatore e la larghezza di bandavalutata per quel particolare guadagno:
Per un dato A.O., il valore GBW è costante.
Naturalmente, per limitare gli inconvenienti dovuti a questo fenomeno, è necessario commisurare il valore del guadagno al valore della frequenza di lavoro dell’A.O.. Se fosse richiesto un alto guadagno e un’elevata frequenza di lavoro, allora, al fine di prevenire attenuazioni edistorsioni, è necessario provvedere ad una cascata di più stadi a basso guadagno.
5.7. Esempio del data-sheet di un A.O. reale (µA 741)
Oltre ai parametri sinora trattati, un A.O. reale è caratterizzato da un vastissimo numero di caratteristiche che ne definiscono in modo dettagliato il funzionamento.
Questo insieme di caratteristiche e di parametri sono raccolti in appositi documenti redattidalle case produttrici (i cosi detti data-sheet). Essi sono consultati in sede di progetto allo scopo diutilizzare al meglio l’A.O. e prevenire gli errori indotti dallo scarto esistente tra il comportamentoideale dell’A.O. e il suo effettivo funzionamento reale (che, in certi casi, può essere significativo).
Generalmente, per ogni parametro, vengono indicati tre valori:
- il valore minimo e il valore massimo, al di fuori dei quali certamente non si andrà;
- il valore tipico, ossia il valore che comunemente sarà più probabile riscontrare.
Oltre ai parametri di funzionamento, il data-sheet riporta anche altre indicazioni utili, come peresempio lo schema interno dell’A.O., la piedinatura e le dimensioni del circuito integrato che locontiene, i grafici con le caratteristiche di funzionamento, lo schema dei circuiti di prova ipiegatiper la valutazione dei parametri reali.
A titolo di esempio, è qui riportato il link per collegarsi al sito dove è reperibile il data-sheet del noto A.O. µA 741.
Visualizza il data sheet
http://www.ortodoxism.ro/datasheets/stmicroelectronics/5304.pdf
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